In questi giorni ci ha colpito un fatto di cronaca: la rissa di Collegno durante una partita di calcio giovanile. Non tanto perchè è vicino casa, ma perchè oggi come oggi è importante comunicare in modo corretto.
La notizia è stata riportata da più giornali con titoli molto diversi, tipo:
“Padre in campo, colpito un 13enne”
“Rissa a fine partita: portiere finisce all’ospedale”
“Un genitore perde il controllo: caos a Collegno”
Stesso episodio, tre narrative differenti.
Eppure c’è un dettaglio importante (si vede nel video diffuso da La Stampa): il ragazzo colpito sembra essere stato il primo a ingaggiare lo scontro. Nei titoli? Quasi mai menzionato.
🎯 Cosa significa questo in termini tecnici?
Qui entra in gioco un concetto chiave per chi lavora con la comunicazione: il framing.
In pratica, non è tanto cosa racconti, ma come scegli di raccontarlo.
☝ Selezione lessicale: “picchia” o “aggressione” evocano immagini molto diverse da “scontro” o “rissa”.
✌ Omissione mirata: lasciare fuori un dettaglio cambia completamente la cornice della storia.
🖖 Focus narrativo: decidere chi è la “vittima” e chi è “il colpevole” è già una scelta editoriale, non solo descrittiva.
🚀 E per i brand?
Il parallelo con il marketing è immediato.
Ogni giorno, i brand si trovano davanti alla stessa scelta: cosa dire, cosa non dire, e come dirlo.
🍄 In uno slogan, una parola può fare la differenza tra fiducia e diffidenza.
🍄In un annuncio, il dettaglio che scegli di enfatizzare cambia la percezione del prodotto.
🍄In una campagna, ciò che non mostri è potente quanto ciò che mostri.
Non si tratta di manipolazione, ma di consapevolezza:
guidare la narrativa per renderla coerente con i valori del brand.
💡 In fondo, comunicare è come montare un film:
Stessa scena, Montaggi diversi → Storie diverse.
E voi, quando comunicate per il vostro brand, state davvero scegliendo il montaggio migliore?
Nei giorni scorsi, il caso di Collegno raccontato da ANSA ha fatto emergere il tema della narrativa giornalistica.
Alcuni titoli, come quello della Gazzetta dello Sport, enfatizzano l’aggressione, mentre altri – ad esempio La Stampa – puntano sul racconto personale del ragazzo.
Perfino nel video diffuso da La Stampa si notano sfumature non sempre riportate nei testi, mentre Sky Sport sottolinea il caos in campo.

